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Missione/Stage – Ostia Post Scriptum, giugno/luglio 2023

Per il secondo anno consecutivo la Scuola di Specializzazione è coinvolta nel Progetto “OPS – Ostia Post Scriptum”, curato dal Parco archeologico di Ostia antica in collaborazione con l’Università di Catania e il Politecnico di Bari. Le attività condotte sotto la guida dei funzionari del Parco, diretto dal Dott. Alessandro D’Alessio, e coordinate da proff. Luigi Caliò e Gian Michele Gerogiannis (UniCt) per lo scavo e lo studio dei materiali e dal prof. Antonello Fino per lo studio dell’architettura hanno coinvolto allievi e dottorandi ex allievi della Scuola nelle indagini presso le due aree interessate dal progetto. In particolare le ricerche procedono parallelamente in due aree: la prima presso il c.d. Foro di Porta Marina, già indagato a partire dalla prima metà del secolo scorso, dove gli allievi della Scuola, oltre a coadiuvare le attività degli archeologi durante lo scavo per la documentazione grafica e analitica delle stratigrafie, sono stati impegnati nella comprensione delle fasi edilizie del complesso, dalla lettura delle tracce che riguardano le preesistenze, sino alla sua realizzazione e modificazione nel tempo. Nella seconda area, tra il Piazzale delle Corporazioni, la Domus di Apuleio, l’area sacra dei Quattro Tempietti e l’antico corso del Tevere, è stato portato avanti lo scavo di uno dei contesti non ancora indagati all’interno della città antica. Le ricerche hanno portto alla luce i resti di una struttura complessa con un’estensione di circa 400 metri quadri riconosciuta a partire dai cospicui crolli di piani superiori. Gli ambienti riportati alla luce hanno restituito l’immagine di una struttura piuttosto ricca con rivestimenti marmorei, decorazioni pittoriche e in stucco oltre agli estesi resti di mosaici in tessere bianche e nere che decoravano un portico a pilastri in cui si alternano forme geometriche e a croce riempite da motivi a treccia, losanghe alternate a elementi floreali e vegetali. Di grande interesse è inoltre quanto rinvenuto in uno dei vani indagati, caratterizzato da terminazione absidata dove si conserva una piccola edicola inquadrata da due colonnine e rivestita di intonaco su cui sono applicate conchiglie marine, secondo un uso ben attestato in antico in particolare presso i ninfei.

Durante le attività di ricerca sono stati rinvenuti inoltre nuovi frammenti dei Fasti Ostienses che si aggiungono a quelli già rinvenuti negli anni 1940-41 e 1969-72. Uno dei due frammenti recuperati, che si congiunge perfettamente con un altro già conservato a Ostia e riferibile alla cronaca degli anni 126-128 d.C., menziona fatti e avvenimenti accaduti a Roma nel 128, sotto il regno di Adriano. Incrociando queste informazioni con quelle provenienti da altre fonti (letterarie, epigrafiche e numismatiche), si è potuto precisare il contenuto del testo da cui si evince che il primo gennaio del 128 Adriano assunse il titolo di pater patriae e la moglie Sabina quello di Augusta. Per celebrare questi titoli l’imperatore offrì al popolo un congiarium, cioè un’elargizione di denaro (Congiar Dedit recita l’iscrizione). 

Successivamente, il 10 aprile del 128 (ante diem III Idus April riporta l’iscrizione) l’imperatore partì per l’Africa e, tornato a Roma tra la fine di luglio e gli inizi di agosto e prima di recarsi ad Atene, consacrò (Consecravit, recita l’iscrizione) un edificio, sicuramente un tempio nell’Urbe. Due sono le possibilità: il Pantheon, oppure più probabilmente il Tempio di Venere e Roma. Secondo un’ipotesi molto suggestiva, la consacrazione potrebbe essere avvenuta l’11 agosto del 128 d.C., ovvero nel giorno della ricorrenza dell’ascesa al trono di Adriano nel 117.

Si riportano le dichiarazioni del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e del direttore del Parco, Alessandro D’Alessio, circa l’esito delle attività di ricerca come da comunicato stampa MiC.

Anche l’ultima campagna di scavo appena conclusa nel Parco Archeologico di Ostia ci regala tesori di inestimabile valore e preziosissime fonti documentali per comprendere le attività del grande imperatore Adriano. La scoperta di due frammenti dei Fasti ci permette di svelare pezzi importanti della vita di Ostia e della Capitale. Questi scavi hanno portato alla luce anche i resti di diverse decorazioni ed estese porzioni di pavimento a mosaico che presto saranno visibili al pubblico, proprio come già realizzato in altri siti archeologici della nostra Nazione grazie all’attività messa in campo in questi mesi dal Ministero della Cultura

Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura

Si tratta di una scoperta anch’essa straordinaria che, se da un lato accresce e integra quanto sappiamo sull’attività di quel grande imperatore che fu Adriano portando nuove acquisizioni sull’importantissima attività edilizia da lui condotta a Roma, dall’altro riconferma le immense potenzialità dell’antica Ostia per una sempre più approfondita conoscenza e divulgazione del nostro passato”, ha detto il Direttore del Parco archeologico di Ostia antica

Alessandro D’Alessio, direttore del Parco Archeologico di Ostia Antica

Hanno partecipato alla Missione:
Antonio Camporeale (specializzando, I anno)
Mariadina Delfino (specializzanda)
Roberta Di Bari (specializzanda)
Maria Teresa Lence (ex allieva, dottoranda PASAP Med.)
Cecilia Ventrella (specializzanda, I anno)

L’attività vista dagli allievi:

L’esperienza formativa della missione archeologica ostiense, legata alle attività della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari, ha permesso di conoscere sul campo il prezioso lavoro degli archeologi i quali, con grande sensibilità e precisione, progettano ed attuano modifiche ad assetti ambientali raggiunti e, solo apparentemente, conclusi, al fine della conoscenza dei luoghi e dell’azione antropica che li ha trasformati. Un lavoro lento e certosino che data le diverse fasi attraverso lo scavo dei depositi stratificati e, possibilmente, ricostruisce edifici, percorsi, spazi, con l’ormai imprescindibile supporto degli architetti: una collaborazione produttiva che sistematizza il confronto scientifico su differenti temi ed ipotesi, spesso ottenendo risultati molto più definiti. L’architetto, poi, rileva e misura, proporziona e ridisegna, rintraccia e studia ogni piccolo segno legato all’azione costruttiva di ogni epoca: assegna una posizione e una funzione precisa al singolo elemento individuato, in base alla forma e a ogni tipo di dettaglio che rivela, “ri-progettando” lo spazio attraverso la sua costruzione, non dimenticando la statica e i caratteri dei diversi materiali. Un’attenzione particolare è posta all’estensione, reale e potenziale, dello scavo: la scala urbana, ad esempio, suggerisce indicazioni importanti sul (ri)posizionamento degli edifici speciali rispetto ai tessuti residenziali, superando, in questo caso, la netta configurazione orografica che, invece, induceva in altre ipotesi. Infine, un’esperienza “integrale” in cui la “lettura” delle tracce (di ogni tipo di traccia), poiché “critica”, si sovrappone e si fonde con la “ri-progettazione” ai fini della ricostruzione, in cui il termine “storia” assume il senso più profondo e problematico, “operante” attivamente nel presente.

Antonio Camporeale, I anno

Rassegna Stampa

Ministero della Cultura_Archeologia, a Ostia rinvenuti due nuovi frammenti dei Fasti
Corriere della Sera_14-08-2023_Ostia, ritrovati due nuovi frammenti dei Fasti Ostienses
Repubblica, Roma_15-08-2023_“Fasti ostienses”. Ultime scoperte sui tempi di Adriano
Rainews_14-08-2023_Archeologia. A Ostia riemergono due nuovi frammenti dei Fasti: raccontano dei tempi di Adriano
Artribune_19-08-2023_Da Ostia a Cerveteri, dalle Marche all’Emilia. Tutte le scoperte archeologiche di agosto 2023